classi sociali

In questa pagina viene descritta la divisione della popolazione in termini di legge.

GLI SCHIAVI

Uno schiavo è una proprietà di grande valore. In quanto tale sono tutelati dalla legge.
Il motivo più comune per diventare schiavi è economico: non si è in grado di pagare i propri debiti, e si compensa, almeno parzialmente, il creditore diventando sua proprietà. In questo caso alla schiavitù è associata una somma – il debito di liberazione – che viene lentamente eroso mano a mano che lo schiavo presta servizio. In base alle capacità dello schiavo il debito viene eroso più o meno rapidamente: un servo che spazza la stalla vale meno (e quindi erode i debito più lentamente) di un bravo artigiano, o una prostituta di classe, o di una guardia del corpo. In questi casi il rapporto tra schiavo e padrone varia molto: non è inusuale che uno schiavo che si trova bene resti presso il suo vecchio padrone anche dopo che il debito è stato saldato. Ma si sa anche di padroni molto crudeli e violenti, specialmente lontano dalle città. La legge sanziona "comportamenti indegni", ma che cosa costituisca o meno reato è ampiamente lasciato all'arbitrio locale.

Diverso è il caso di coloro che sono condannati alla schiavitù per reati, ad esempio per aver recato danno alla famiglia reale o al benessere dello stato. Costoro divengono di proprietà del re e vengono usati tipicamente per i lavori forzati o come carne da cannone durante le campagne militari. Non c'è debito che possa essere ripagato e, a meno di grazia da parte del re, la loro condizione di schiavitù è permanente.

Uno schiavo non può possedere beni materiali e ha pochi diritti propri. La legge però riconosce agli schiavi il diritto di frequentare una funzione religiosa una volta al mese. Negare ai propri schiavi questo diritto è un crimine potenzialmente molto grave, anche se lontani dalle città i nobili locali fanno un po' quel che vogliono.

Uccidere o ferire uno schiavo equivale a danneggiare il proprietario. Le conseguenze variano ampiamente, da una (pesante) ammenda economica, alla necessità di compensare fornendo un altro schiavo equivalente, alla possibilità di finire in prigione.

I SUDDITI

I sudditi sono i liberi cittadini, ovvero tutti quegli individui che sono nati nel regno o ne sono diventati parte (vedi più avanti, gli Stranieri). Devono pagare le tasse , sono tutelati dalla legge, possono possedere beni mobili e immobili e sposarsi liberamente. È la situazione di default: se non sei uno schiavo o un nobile sei un suddito. Le condizioni di vita variano molto in base a due fattori:

  • ricchezza personale: alcuni sudditi, spesso mercanti, possiedono grandi ricchezze, e possono permettersi grandi lussi. Tipicamente vivono in città. Molti sudditi invece conducono un'esistenza mediocre, si possono permettere qualche svago ma senza esagerare, e difficilmente sono al riparo dai rovesci della fortuna: una serie di raccolti andati a male, una penuria d'ordini o un improvviasa carenza di materiale li può mettere in difficoltà. Infine, ci sono i poverissimi, gente che ha perso tutto o che non ha mai avuto niente. Vivono di carità, di espedienti, di piccoli crimini. A volte accettano volontariamente di diventare schiavi di un altro suddito pur di sfuggire alla fame
  • zona geografica: nelle città – specialmente a Brando c'è un'operosa borghesia, ed è perfettamente possibile per un privato cittadino vivere una vita degna e stimolante. Nelle campagne, nei luoghi più remoti, laddove la nobiltà locale regna con pugno di ferro, le cose sono più complicate, e la differenza tra schiavi e sudditi si assottiglia.

I NOBILI

Con "nobili", per legge, si intendono quegli individui che possiedono un titolo nobiliare (es: il conte) o hanno  un legame di sangue diretto con un detentore di titolo nobiliare presente o passato (es: i figli del conte, i suoi fratelli, i suoi genitori e la sua sposa, ma non i cugini né i figli dei suoi fratelli). Tutti gli altri membri della famiglia nobiliare sono considerati semplici sudditi al cospetto della legge. È necessario essere nobile per poter svolgere certe funzioni all'interno del regno: giudice; comandante delle guardie reali; vicerè a Brando; custode della zecca e del tesoro; amministratore di Rocca del Lauro… Sono incarichi di prestigio, a volte conferiscono un effettivo potere, a volte sono solo di rappresentanza.

I nobili attuali sono gli eredi delle famiglie che hanno giurato fedeltà ai Crivalli durante la creazione del regno. Alcune famiglie hanno aiutato direttamente (ad esempio tutti i capitani del primo nucleo dell'esercito hanno ricevuto un titolo nobiliare e un territorio). Altri erano già signori di un territorio e hanno deciso di giurare fedeltà al re per opportunità (e per non essere spazzati via). In questo caso il re ha permesso loro di conservare titolo e terre. Infine, ci sono i nobili di confine: qualunque cittadino del regno che riesca ad assicurarsi il dominio per un anno e un giorno  su un territorio esterno al regno (e che paghi il tributo necessario) viene investito di un titolo. Per ottenere il titolo il territorio concquistato deve essere produttivo, essere di dimensioni significative, e il suo possesso non deve essere causa di guerre con i confinanti.

Ogni famiglia nobiliare è di solito legata ad un territorio, anche se esistono famiglie senza terra. Un caso sempre più diffuso è quello di ricchi mercanti che "comprano" il titolo sposando la figlia di una famiglia nobiliare in ristretezze economiche, dopo aver accordato che con il matrimonio avvenga anche il passaggio della linea d'eredità del titolo.

Le famiglie che gravitano attorno alla capitale o a Brando sentono forte l'influenza del re. Più ci si allontana dal centro del regno più i signori locali si comportano in maniera indipendente, spesso non rispettando le leggi e le convenzioni dello stato. Nelle regioni di confine i signori comandando con il pugno di ferro e spesso sono poco più che piccoli tiranni resi tronfi dal titolo. Non aiuta il fatto che ricoprano spesso anche il ruolo di giuidice, annullando quindi le speranze dei cittadini di ricevere giustizia.

GLI STRANIERI

Uno straniero, senza avere l'esplicita protezione del re o di un nobile, non gode di nessun diritto: chiunque potrebbe assalirlo, derubarlo e bastonarlo, e sarebbe tutto legale. Gli stranieri, senza protezione, sono considerati come nemici, e le guardie non interverranno in loro difesa. Poi, ovviamente, non è che tutte le persone sono malvage: uno straniero può camminare per le strade della capitale e probabilmente non gli succederà nulla di male.

La "protezione" che può essere accordata ad uno straniero è in realtà una forma di schiavitù temporanea. Va registrata davanti ad un funzionario del re, e il debito e la mansione sono calcolati in modo da coprire l'intera permanenza dello straniero nel regno. In questo modo viene reso noto che andare contro lo straniero protetto equivarrà a danneggiare il suo protettore, con le conseguenze del caso.

L'altro modo per proteggersi è ovviamente non attirare l'attenzione (specialmente se colore della pelle e accento non tradiscono il luogo d'origine) o essere un brutto ceffo.

Uno straniero può comprarsi la cittadinanza acquistando una casa e vivendoci per un anno e un giorno, oppure pagando una tassa equivaente a dieci anni di paga di un servo. Inoltre il re, in quanto monarca, può conferire la cittadinanza.

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